L’ennesima scoperta dell’acqua calda

Un saluto,

lo abbiamo detto e scritto a più riprese. La domanda non la puoi fermare a meno di inserire l’interesse del tassista (e lo “sticazzi i clienti che aspettano“) in Costituzione.

La logica comunale è vecchia e inadeguata a soddisfare la domanda in territori sempre più tentacolari. Con la Fiera di Milano che in realtà sta Rho/Pero, tre aeroporti su tre province diverse (ma tutti di Milano) e tutto l’artigianato e l’industriale sparso per le province, non ha alcun senso una mobilità comunale. Ma davvero nessuno.

Certo che il Comune non ha nessuna altra arma in attesa di una riforma di buonsenso e quando si vedono lunghe code di persone anche in assenza di grandi eventi, si cerca di mettere pezze.

Sorvoliamo sui commenti dei sindacalisti taxi, riedizioni del famoso film Johnny Stecchino (“il vero problema è il traffico”), non fosse altro perché sta fesseria la sentiamo da trent’anni, quando ancora non c’era la metropolitana 3, figuriamoci i cantieri della 4.

Anche se, questi sono gli stessi soggetti che sostenevano la riforma “alemanna” giacché contro Uber sebbene fosse stata fatta 4 anni prima che arrivasse. In realtà il punto è semplice: in un territorio da 1500 comuni che convergono principalmente su 3 aeroporti, una stazione e una fiera, non puoi reggere la mobilità sull’offerta di un singolo Comune anche se questo si chiama Milano.

Specie se l’offerta NCC cala come è calata nelle ultime settimane a causa di una legge idiota che sta spaventando gli operatori e che dunque, potendo scegliere, privilegiano altri servizi in luogo di quelli da e per Milano. Probabilmente lo sanno anche i suddetti sindacalisti, ma non ve lo diranno mai perché dovrebbero spiegare le menzogne di un ventennio.

Lo sanno perché altrimenti non si spiega come mai, anche in virtù della nuova legge, nessuno proponga di abbandonare la conurbazione e tornare in quel mondo di fantasia al 100% dove il taxi di Milano sta a Milano e non va a Bergamo o a Malpensa. Lo stesso per gli altri.

Ogni taxi stia nel proprio comune o al massimo nella propria provincia. Dove vogliono che stia l’ncc. Come mai nessuno di loro lo richiede? Perché ormai hanno persuaso la categoria che fare il tassista significa lottare per tutta la vita. Altrimenti come stanno in piedi 38 sindacati?

Francesco Artusa

PS:

La questione economica è di enorme rilevanza, la domanda non si può fermare ma si può spostare. Che la moda, il salone e le altre fiere si facciano a Milano (e dintorni) non sta scritto sulle tavole sacre e gli organizzatori possono scegliere altre sedi. Idem i tour operator che vendono il prodotto Milano. Non è ammissibile che una questione del genere sia ridotta ad uno scontro tra un Assessore e piccoli sindacati taxi.