Abbassando i controlli il prezzo scende ma aumenta l’incidenza dei crimini

Uber: se da Londra a NY i terroristi si adoperano come driver, occorre porsi qualche domanda.

In un settore regolamentato e controllato, abbassando i controlli (o togliendoli del tutto) il prezzo scende ma aumenta l’incidenza dei crimini in quel settore.

Un saluto,

questo problema lo sollevammo abbastanza inascoltati all’indomani della presentazione del cosiddetto “ride sharing” (ma siamo seri) che altro non era e non è che un servizio di taxi abusivo low cost svolto da privati senza alcun controllo da parte delle autorità (sono privati) e nemmeno da parte della Società nonostante millantasse il contrario come emerso dalla inchiesta giornalistica americana di NBC4 (noi abbiamo Alesina e Giavazzi, vabbé) che un gruppo di NCC e Tassisti si prese la briga di sottotitolare nel disinteresse generale.

Uno dei problemi del “libbberismo” è quello di sedare i popoli depredati dalle big companies esentasse perché non si accorgano di essere poveri e non si ribellino. “Non ti puoi permettere un taxi con il salario precario da fame che ti passo?, Eccoti uberpop o uberx” Così da un lato reclutano mano d’opera a basso costo (quasi zero) e dall’altro alimentano un bacino di utenza che ottiene (o pensa di farlo) un beneficio concreto dallo sfruttamento di cui sopra.

Il problema è che tutto ha un prezzo e come sempre il “libbberismo” lo scarica sulla collettività tenendo per se i profitti.

Dunque “il ricco” non è più solo colui che può permettersi di curarsi (in Usa) o di non aspettare i tempi degli altri (in Europa) ma è anche colui che può permettersi il lusso della SICUREZZA. Il lusso di avere un autista in buona salute psicofisica, controllato da una autorità terza. Tutti gli altri possono giocare alla roulette russa quando usano lo smartphone per chiamare il proprio “ride sharing”. Del resto, Giannino docet “rispondono ad un’altra domanda”.

Sticazzi la domanda. Quando ci va di mezzo l’incolumità delle persone sarebbe il caso di preoccuparsi dell’offerta e soprattutto INFORMARE dei rischi che si nascondono dietro il prezzo basso, troppo basso.

Purtroppo, una dopo l’altra, le nostre previsioni (facili facili) si stanno avverando e siamo davvero stupiti che il Governo italiano abbia presentato una proposta di riforma che va più nella direzione d’oltreoceano mentre dovrebbe rivendicare con orgoglio la qualità e la sicurezza del nostro perché altri la prendano ad esempio. Per questi “cani sciolti” o “terroristi fai da te” Uber è un buon modo per racimolare abbastanza in fretta un po’ di denaro da utilizzare nelle loro “imprese”.

E così in una preoccupante coincidenza che unisce Londra a New York abbiamo il primo terrorista e poi il secondo di recente.

Non era difficile immaginare che uno stupratore o uno stalker (mi leggi Agresti? Ti vergogni un po’?) approfittassero di questo simil impiego per scovare prede, avere le loro foto, conoscere i loro indirizzi e scoprirne i punti deboli.

Tanto era facile che perfino gli sceneggiatori di CSI scrissero un episodio su questi aspetti. Ed eccolo. Dopo le centinaia di denunce su molestie e stupri ecco lo stupratore seriale.

E per chi se lo fosse perso abbiamo già avuto anche il serial killer.

Da cittadino del mondo devo chiedermi cos’altro deve succedere per suggerire alle autorità di dare una stretta a tutto ciò, per prevedere controlli accurati, per fare in modo che il profitto di pochi non valga la vita e l’incolumità di tanti.

Ma da cittadino italiano chiederò al Governo italiano: ma davvero vogliamo importare altra insicurezza? altra criminalità? Anche no, grazie.

Francesco Artusa