Tavolo tecnico, non ci sono le condizioni.

Un saluto,

fumata grigia al Ministero dove si è tenuto oggi il tavolo tecnico. Il nostro delegato Prof. Alberto Zito ha sollevato il tema della inapplicabilità della legge per come è uscita.

Il foglio elettronico, ad esempio, contiene enormi problemi di custodia dei dati sensibili dei clienti, come fa un NCC ad autorizzare un terzo alla conservazione? Chi deve mettere il server? E quando un cliente di ncc dovesse cambiare idea e destinazione, cosa fa l’ncc? Lo sequestra e lo accompagna alla destinazione originaria?

I dati che si possono inserire devono essere certi, i chilometri d’arrivo non lo sono, la destinazione non lo è, l’orario non lo è.

Qualcuno ha sentito il garante della privacy? E siccome saranno accertamenti fatti dalle polizie locali, come pensano di evitare un vietnam in cui ognuno esercita la propria discrezionalità?

Tutti quesiti davanti ai quali i tecnici del Mit non hanno potuto che alzare le mani in segno di diverse regole di ingaggio. Loro erano lì per andare avanti ad attuare la nuova legge. Per questo abbiamo chiesto che si torni ad un tavolo politico perché non si può chiedere a dei giuristi di applicare un qualcosa di inapplicabile anche per manifesta incostituzionalità visto che parliamo di competenze per lo più regionali che lo Stato ha scippato.

Il Governo può anche pensare alla Costituzione come ad un libricino da mettere sotto il tavolino traballante su cui hanno firmato la fine dell’NCC, ma per dei giuristi diventa un problema insormontabile.

Il prossimo incontro è stato fissato per il 28 e credo bisognerà tornare a farsi vedere prima, magari potremmo sollecitare le varie regioni che devono intervenire nella conferenza.

Dal Ministero non è arrivata nemmeno una indicazione sulla decorrenza dei 90 giorni di sospensione. Insomma, è una questione politica, soprattutto il viceministro deve assumere una posizione chiara. Vuole cercare di correggere quella porcheria che gli hanno passato o vuole accompagnarci dolcemente all’obitorio? Il tempo stringe.

Proprio per questo a breve porteremo in giro per l’Italia il progetto ARCA che consentirà agli NCC di operare ugualmente. Non ci fermeranno. Il piano A poggia sulla convinzione che le Istituzioni non possano violentare la costituzione per gli interessi di una piccola lobby (capite perché si perdono voti a botte di 10/20%?), se non funziona, abbiamo messo a punto un piano B e verremo a presentarvelo. Non siamo nati uomini liberi per diventare schiavi di una serie di norme illegittime.

Per la Libertà!

Francesco Artusa