Cara Elena, ci risiamo

Un saluto,
mi sono occupato dell’On. Maccanti all’indomani del suo surreale intervento c/o la commissione trasporti della Camera, quando, probabilmente anche grazie alla “formazione” di quel signore qui ritratto insieme a lei, si lanciò in analisi con meno fondamenti oggettivi di quelli a cui si affida Paolo Fox. Se devi contribuire ad una legge che riguarda taxi e ncc, farsi consigliare dai soli tassisti o comprare loro dei fumogeni (come il collega Rixi), aumenta il rischio di prendere cantonate.

In quell’occasione l’On. Maccanti disse che era giusto che l’ncc venisse controllato attraverso i fogli di servizio elettronici (le direttive europee, queste sconosciute) perché i tassisti erano già tracciati dal tassametro (Boh? Forse saranno così i tassametri nel grand ducato di Papeete).

Se c’è una cosa che ho imparato sugli esseri umani, è che non imparano mai dai propri errori e dunque l’On. ci ricasca e ringrazia i sindacati TAXI (collega che voti lega, si capisce o ti serve un disegnino?) per essersi costituiti in giudizio contro la richiesta di sospensiva della circolare ministeriale che ha interpretato il Dl 135.

Anche in virtù del “think tank” che contribuisce alle sue dichiarazioni, cerco di arrecarle un servizio utile ricordando qualche fatto, perfettamente conscio della loro irrilevanza rispetto alle opinioni elettorali:

1) Cosa hanno fatto i sindacati taxi all’indomani della emissione della circolare ministeriale?

L’hanno impugnata chiedendone la sospensione al Tar Lazio, perché “era a favore degli ncc”.

E avevano ragione! Non sto qui a spiegare complicazioni tecniche come le date dei contratti o la circolare emanata da Roma Capitale in conseguenza visto il precedente del “tassametro che traccia”, ma mi limito a segnalare che proprio perché avevano ragione, siamo intervenuti nel procedimento (chi scrive anche personalmente) difendendo la circolare, vincendo con tanto di condanna al pagamento delle spese legali per i ricorrenti che, a proposito, devono ancora esserci liquidate (casomai volesse metterci una buona parola).

Ora, io non riesco a capire perché un secondo verdetto del Consiglio di Stato che mantiene in vigore la circolare che i sindacati taxi volevano sospendere qualche mese fa, sia motivo di festeggiare, ma dev’essere un mio limite.

2) Chiaramente a noi poco interessa delle sorti di Uber, ma ci interessa questa cosa di normare le piattaforme tecnologiche, perché a me sembra lapalissiano che uber e i radiotaxi facciano lo stesso lavoro. Regolamentare gli uni comporterà necessariamente una regolamentazione degli altri e finalmente si potrà colmare un altro vuoto normativo magari accogliendo la nostra proposta che istituisca la responsabilità oggettiva, ovvero una punizione in solido per il proprietario della piattaforma quando si commettano illeciti attraverso l’utilizzo da parte degli affiliati.

3) Che venisse sospesa o meno la circolare ministeriale, nulla cambiava nel merito della legge che sarebbe comunque rimasta, ahinoi, in vigore, perlomeno fino al pronunciamento della corte costituzionale previsto per il prossimo febbraio. Non vorrei che entro i due anni di purgatorio, la corte dovesse cancellare la legge che “non si tocca”, perché vede, gli italiani sono brava gente ma un po’ volubile. Tanto in fretta si innamorano quanto in fretta ti rimandano a casa.

Francesco Artusa