ZTL: Il nuovo bancomat?

Un Saluto,

in tempi non sospetti ci siamo rivolti al Ministero dei Trasporti perché era urgente e lo è sempre di più intervenire per dare linee guida uguali per tutti i Comuni vista la piega che hanno preso le cosiddette zone a traffico limitato.

Le “vessazioni legalizzate” cominciano tutte allo stesso modo. Una sorta di virus di cui abbiamo imparato l’evoluzione. Prima si colpisce una piccola categoria o una fetta di persone, se le proteste restano circoscritte ai colpiti allora si può esagerare. Tanto al Ministero approvano un progetto sulla carta e il compito di verificare la regolarità del progetto è in capo al progettista ovvero il Comune che è perfino colui che incassa i proventi del progetto.

Meglio ancora sarebbe modificare la Legge per ricordare ai vari Sindaci sempre più reggenti di nuovi gran ducati eretti con telecamere al posto delle spade (ma sempre armi sono), le norme generali sulla segnaletica e pure un pò di buonsenso.

Uno dà per scontato che un varco si metta dopo un incrocio o con una via di fuga o che si metta della segnaletica regolare, ma scopre che scontato non lo è affatto. Perché mettere un varco senza via d’uscita quando hai una rotonda qualche centinaio di metri prima? Non lo sappiamo ma forse un incasso stimato attorno al milione di euro in una sola settimana potrebbe avere qualcosa a che fare.

Ecco, non vorremmo ci fosse una sorta di patto scellerato e non scritto che vede da una parte i Comuni chiudere un occhio sui tagli statali e dall’altra il Governo chiuderli entrambi sulle ZTL come fossero una sorta di compensazione. Un bancomat 2.0.

Certo, sappiamo che il Parlamento sarà chiuso per 40 giorni (QUARANTA) per meritatissime e sudatissime ferie. Pertanto torneremo a farci sentire a settembre. Speriamo di trovare dopo la pausa anche qualcuno disposto ad ascoltare.

Perché alla fine, capiamo le interpretazioni, i progetti ereditati dalle giunte precedenti, ma un Sindaco che riesce all’interno della stessa intervista ad ammettere che qualcosa non è in regola, ma invece di sistemare ricorda che “si può fare ricorso” proprio non si può sentire.

Renzi da poco ha ricordato che a differenza della Turchia, noi siamo orgogliosi di vivere in uno Stato di diritto. Noi ricorderemo a Renzi che in uno Stato di diritto i Sindaci sono soggetti dalle stesse leggi a cui rispondono gli altri cittadini.

Che i ricorsi non sono affatto strumenti riparatori di vessazioni premeditate (e perfino confessate). Che uno Stato di diritto tutela i suoi cittadini anche quando sono in pochi quelli coinvolti.

Abbiamo visto come la Svizzera abbia cominciato a discriminare e tartassare taxi e ncc italiani per poi passare a tutti gli italiani. Identico il trend delle ztl.

Uno Stato di diritto difende tutti per principio, ma se è anche furbo, anticipa gli eventi conoscendo il percorso dei virus.

Il Presidente

Francesco Artusa