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Individuazione illegittimità ncc auto. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Luglio 2010 13:00

COMUNICATO STAMPA - Correttezza e chiarezza nella individuazione delle illegittimità che coinvolgono la categoria noleggiatori autovetture.

Recenti notizie stampa apparse su alcuni quotidiani della Capitale (in particolare “Il Messaggero” di ieri 13 Luglio 2010), forniscono notizie relative all’inchiesta aperta dai carabinieri della Provincia di Roma su un mercato di autorizzazioni di noleggio ottenute dietro false dichiarazioni rese dai titolari.

Premesso che una Associazione seria che inquadra le imprese di noleggio autovetture che vogliono collocarsi sul mercato in piena trasparenza e nel rispetto della normativa vigente non può che plaudire all’iniziativa e sollecitare una effettiva azione di chiarezza che valga a stanare i responsabili, non può peraltro sottacere che nessuna falsità sarebbe stata possibile se non fosse stata accompagnata dal lassismo, o peggio dalla compiacenza degli uffici delle amministrazioni comunali interessate che hanno evitato di compiere i dovuti accertamenti, limitandosi a recepire per buone e valide le dichiarazioni di possesso dei requisiti di legge rese dai vari richiedenti. Eppure, il rilascio di autorizzazioni del genere è basato sull’apertura di specifici procedimenti e di valutazioni ed accertamenti compiuti dai comuni ai quali viene rivolta la richiesta di rilascio di autorizzazioni del genere, i quali sono tenuti a verificare la fondatezza delle dichiarazioni rese, specie se attengono alla indicazione delle rimesse situate sul territorio comunale di cui devono essere in possesso per ottenere l’autorizzazione richiesta. Francamente sorprende e sfugge alla ratio più elementare dover rilevare che una delle violazioni più ricorrenti risulterebbe essere quella della indicazione di una rimessa che dovrebbe essere situata nel territorio del comune che rilascia l’autorizzazione, ma che in realtà non sussiste, quasi che il comune non potesse verificare, con una semplice ispezione preventiva, se l’affermazione del richiedente risulti veritiera o meno.

Purtroppo, in questa delicata materia, specie negli ultimi tempi contrassegnati dal conflitto romano tra tassisti e noleggiatori di autovetture, si preferisce procedere per dogmi, senza alcuna voglia né di approfondire, né tanto meno di distinguere tra azioni e comportamenti legittimi ed azioni e comportamenti illegittimi ed abusivi. In particolare, lascia perplessi e preoccupati che il comandante dei carabinieri della provincia di Roma sembra aver dichiarato, trattandosi di parole virgolettate dall’autore dell’articolo apparso su Il Messaggero, che “l’operazione sarebbe nata dalla constatazione che molti autonoleggiatori non sono della capitale ma vengono a prestare la loro opera a Roma”: preoccupazione e perplessità che scaturisce dall’altrettanta semplice constatazione che tale fatto non rappresenta alcuna infrazione, né dimostra l’illegittimità del servizio reso, dal momento che l’abusivismo nasce quando l’autonoleggiatore si trasferisce nella capitale senza avere la prenotazione di alcun servizio, non se il noleggiatore di fuori Roma svolge un servizio dentro la città di Roma preventivamente prenotato dal cliente o dal suo committente.

Può essere comprensibile che nella foga polemica da parte dei contendenti, gli stessi possano rilasciare dichiarazioni incompatibili e contrastanti con la legislazione vigente a protezione del loro interesse; diverso discorso deve però essere fatto nei confronti di chi ha responsabilità dirette nella conduzione delle indagini e nella individuazione degli elementi di controllo, perché un errore, o una non corretta interpretazione delle parole pronunciate, può produrre effetti devastanti ed aumentare la tensione fino al punto di rottura. Così come sta avvenendo per tutti quei verbali di contravvenzioni che vengono elevati in base ad una modifica della disciplina vigente che il legislatore continua invece a prorogare per accertate incompatibilità con i principi comunitari e la stessa normativa generale di settore: non vorremmo che a questo punto gli aspetti di illegittimità denunciati a carico degli autonoleggiatori si rovesciassero verso gli stessi soggetti accertatori, finendo per creare una situazione confusionale che a tutto serve, tranne che ad individuare e colpire con efficacia i veri colpevoli.

 

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