Incontri istituzionali con Sea e Sea Prime

Un saluto,
giovedì scorso è stata una giornata di incontri. In tarda mattinata ci siamo visti con Sea e Sea Prime. Sul tavolo migliorie nello svolgimento dell’NCC per quanto riguarda gli scali milanesi commerciali di Malpensa e Linate.

Lamentiamo soprattutto la mancanza di vigilanza nei parcheggi NCC spesso usati da vettori stranieri (non autorizzati), soprattutto svizzeri o minibus ingombranti per i quali esiste un’altra zona di parcheggio.

Lo scalo di Linate subirà modifiche dovute all’arrivo della Metropolitana mentre su quello di Malpensa pare ci sia finalmente la disponibilità a combattere l’abusivismo a seguito di un nostro preciso e dettagliato report reso possibile dalle numerose segnalazioni corredate da foto raccolte presso i nostri associati.

Settembre sarà il momento per il punto della situazione e la progettualità del 2017. A Sea Prime invece, che dirige lo scalo di aviazione privata, abbiamo offerto la nostra collaborazione proponendo una convenzione che agevoli i nostri associati (e se lo volessero anche gli aderenti alle altre associazioni).

Il parcheggio in quell’area è da poco diventato a pagamento oltre i 10 minuti di permanenza ma, capite bene che trattandosi di aera privata (c’è una sbarra per entrare), bisogna impostare un discorso commerciale al posto di uno sindacale.

Cercheremo di coinvolgere anche BMW Italia che è un partner sia nostro che di Sea Prime per cercare di creare nuove opportunità di lavoro. Sul tema convenzione si ipotizzano sconti tariffari, tessere a scalare con condizioni esclusive, agevolazioni per le aziende con più veicoli e così via. Ci rivedremo a breve per definire il tutto.

Il Fatto che Sea sia una Società per Azioni a maggioranza pubblica e che a sua volta controlli Sea Prime non cambia le carte in tavola. Anche a voler definire Sea azienda pubblica la mission di “minor costo possibile per i servizi” mal si sposa con servizi di alta fascia.

Per finire non mi risulta che taxi o ncc abbiano sconti sull’acqua o su gli altri servizi gestiti da aziende pubbliche o partecipate. Nessun trattamento di favore ci spetta per legge nonostante ci piaccia (a seconda della convenienza) definirci a volte “servizio pubblico”.

Posto che non bisognerebbe confondere la Sea con l’ATM tutto ciò che abbiamo (ad es. a Linate un parcheggio vicinissimo e a tariffe inferiori anche dell’80% rispetto a quelle applicate ai privati) è frutto di lavoro e di capacità di chi ha lavorato. Infatti aeroporto che vai, usanza che trovi.

Ma se andiamo a guardare la legge vi ricordo che specie in Lombardia il gestore aeroportuale ha facoltà di creare stalli riservati. Non è né obbligato a farli né a metterli in questa o quella posizione, né in ultimo a concederli gratis o scontati.

La legge si limita a dire che la prima cosa che si trova uscendo da un aeroporto è il taxi (e non gratis tant’é che a Mxp pagano) e noi si deve stare distinti e distanti, punto. E’ chiaro che l’obiettivo di questa Categoria è e deve restare la modifica di vecchie leggi decisamente sbilanciate a favore dei tassisti anche a causa del nostro pluriennale disinteresse per lo più non ancora superato.

Probabilmente l’obiettivo si avvicina se ci compattiamo al posto di fare inutile polemica su uno scalo di nicchia e guardando alle opportunità di lavoro di altissima fascia che questo potrebbe offrire. Se poi il problema sta nelle tariffe troppo basse con cui serviamo persone che si spostano su JET PRIVATI sui cui 3 euro all’ora possono pesare, fare una battaglia campale per 50cc o 1 euro di sconto equivale a guardare il dito al posto della luna.

Tecnicamente sappiate che è già possibile pagare con carta di credito e bancomat direttamente alla sbarra di uscita. Non mettete il biglietto che prendete all’entrata nelle custodie degli smartphone. Se sono magnetiche renderanno inservibile il biglietto e avrete difficoltà ad uscire.

Nel pomeriggio c’è stata una audizione in Commissione speciale per i rapporti con la confederazione elvetica. Sono stato invitato in qualità di “esperto” sul tema delle restrizioni e delle vessazioni di cui soffre il sistema trasporto persone italiano non appena varca la frontiera e che non trova alcuna reciprocità in Italia.

Ho ricordato che non ci è concesso fare servizi a noi italiani interamente sul suolo svizzero e che vi è un contingentamento di 90 passaggi l’anno anche per i servizi transfrontalieri. Inoltre come dimostrato dal video apparso sul corriere subiamo veri e propri soprusi senza alcun diritto alla difesa.

Ho colto l’occasione di ricordare che non c’è solo la Svizzera a metterci i bastoni tra le ruote ricevendo in cambio tappeti rossi con scritto “welcome” tanto da generare un fenomeno di “emigrazione aziendale fittizia”, ma la stessa cosa succede con Montecarlo, Croazia e Slovenia (da cui arriva Go Opti).

In tutti questi casi la concorrenza è tutt’altro che leale e uno Stato degno di questo nome ha già aspettato troppo per mettere le cose a posto. Vedremo, dall’entourage di alcuni Assessori abbiamo appreso che anche il Ministero sarebbe al lavoro sul dossier che abbiamo presentato ormai due anni fa.

Non resta che attendere e continuare ad insistere. L’immobilismo italiano ha prodotto un nuovo balzello svizzero ai danni delle aziende con oltre 60 posti auto che saranno costrette a sborsare circa 850 euro per ogni posto col chiaro intento di favorire le assunzioni locali e penalizzare i frontalieri italiani.

Tollerare un principio barbaro che colpisce anche solo il nostro settore, ha fatto alzare l’asticella. Del resto l’appetito vien mangiando. Speriamo che le nostre istituzioni siano in grado di far fare una retromarcia a quegli stati che interferiscono pesantemente nel mercato.

Diversamente è venuto il momento di fargli assaggiare la loro stessa medicina. Come direbbe Valentino, facciamo basta con l’essere cornuti e mazziati.

Il Presidente

Francesco Artusa

PS:

Consideriamo queste attività come doverose e non meritevoli di particolare enfasi almeno fino al raggiungimento dei risultati. Ciò nonostante siamo costretti a comunicare gli esiti solo DOPO lo svolgimento a causa dei nostri “stalkers” personali che preferiscono cercare di boicottare le nostre azioni al posto di aiutare la categoria. Del resto se siamo in condizioni di disagio e di continua rincorsa non è solo colpa degli altri.

A meno di notizie clamorose la presente sarà presumibilmente l’ultima comunicazione prima della pausa estiva. Ne approfitto per augurare anche a nome di tutta la F.A.I. T.P. delle buone vacanze a chi le farà.